LABORATORIO DISABILITA' VISIVA: MALEVICH – DAL FIGURATISMO ALL’ASTRATTISMO E RITORNO: UN PERCORSO ALLA RICERCA DELLA FORMA
Colleghe e colleghi,
condivido il lavoro per il laboratorio con Barra realizzato da Roberta, Giuseppe, Francesca e Federica.
DESTINATARI: Liceo Classico V DM, 18 allievi di cui 1 con disabilità certificata (disabilità sensoriale ai sensi della legge 138/2001: cecità totale)
OBIETTIVI GENERALI DELL’INTERVENTO
• Migliorare il livello generale di inclusività della classe attraverso un lavoro di gruppo sulla costruzione di immagini tattili
• Favorire una maggiore autonomia sociale dell’allievo con disabilità, promuovendo il dialogo con i compagni e imparando a collaborare.
OBIETTIVI SPECIFICI DISCIPLINARI
STORIA DELL’ARTE
Conoscenze
- Conoscere il percorso artistico di una delle figure chiave dell’arte russa del ‘900: Kazimir Severinovič Malevič. Apprendere la differenza tra stili e linguaggi: figurativismo-espressionismo, astrattismo e combinazioni di stili.
- Per allievo con disabilità: conoscere le opere principali di Malevich attraverso la percezione tattile e aptica
Abilità
- Avere capacità di analisi dell’opera e tradurre gli elementi del linguaggio pittorico (forma, colore, composizione, tecnica, iconografia) nella scelta dei materiali con cui costruire le immagini tattili
- Per allievo con disabilità: potenziare capacità di analisi di concetti astratti e saperli tradurre in sensazioni tattili.
Competenze
- Costruire elaborati tattili che restituiscano le informazioni principali di n. 4 opere emblematiche del percorso evolutivo del pittore Malevich
- Mettersi dal punto di vista dell’altro
- Saper utilizzare diverse strategie di cooperazione
- Sviluppare un approccio percettivo nuovo e creativo rispetto a materiali e oggetti di uso comune
- Sviluppare capacità afferenti alla creatività sinestetica
- Saper interrogare e decodificare un’immagine in una realtà sovraffollata di stimoli visivi
- Saper usare il linguaggio tattile
ATTIVITA’ E METODOLOGIA DI LAVORO
La classe dovrà realizzare 4 elaborati tattili che riproducano altrettante opere dell’artista Malevich, con lo scopo di restituire il percorso di ricerca dello stesso: dal figuratismo all’astrattismo e recupero del figurativo in un nuovo equilibrio espressivo. Gli studenti lavoreranno in piccoli gruppi secondo un modello di Cooperative Learning. Vi sarà una divisione dei ruoli; l’allievo con disabilità avrà il ruolo di coordinatore dei lavori. Tutta la classe si occuperà della traduzione di forme e colori in sensazioni tattili, di testare l’efficacia dei materiali da scegliere per il prodotto tattile, della valutazione della coerenza dei materiali rispetto all’evoluzione di stile dell’artista. Per quest’ultimo punto sarà importante cercare di mantenere alcuni elementi costanti nel tempo, per restituire il percorso di ricerca artistica del pittore, determinata da contaminazioni tra nuovo e ritorno al già esplorato: in questo senso, nelle riproduzioni tattili gli studenti useranno gli stessi materiali in alcuni dettagli delle diverse composizioni.
Fase I
L’insegnante spiega la vita, le opere e lo stile di Malevich, collocandolo nel contesto storico-artistico di riferimento.
Fase II
L’insegnante, attraverso una lezione dialogata e partecipata, chiede agli studenti come poter restituire il percorso artistico del pittore russo senza affidarsi al senso della vista. Lo studente con disabilità, attraverso un brainstorming attivato dal docente, sarà chiamato ad associare delle sensazioni tattili alle descrizioni visive delle composizioni scelte dai suoi compagni.
Fase III
Attraverso un lavoro cooperativo, tutti gli studenti faranno una ricerca sui materiali da utilizzare per la realizzazione degli elaborati tattili. Le domanda guide saranno: “Che sensazioni mi suscitano questi materiali? Sono coerenti questi materiali con le intenzioni espressive dell’artista?” Determinante in questa fase sarà la conoscenza tattile e della percezione aptica dello studente con disabilità, che condividerà le sue conoscenze e abilità con i compagni.
Fase IV
Gli studenti procederanno alla realizzazione degli elaborati tattili.
Fase V
Gli studenti con l’aiuto dell’insegnante predisporranno l’aula come una stanza di un museo, in cui verranno esposti i loro elaborati tattili. Attraverso un role playing, lo studente con disabilità, e altri 4 studenti sorteggiati nel ruolo di aiutanti, vestirà i panni di un critico d’arte: con la lettura tattile delle opere realizzate dovrà essere in grado di esporre il percorso artistico di Malevich, le sue intenzioni espressive e le emozioni che le composizioni evocano, passaggio quest’ultimo reso dall’analisi dei materiali usati.
SCHEDA SULL’AUTORE
Kazimir Severinovič Malevič (1879 – 1935) è stato un pittore, insegnante e scenografo russo, poi sovietico, di origini polacche. Fu un pioniere dell'astrattismo geometrico e delle avanguardie russe. Studiò in un’Accademia privata a Mosca. Nel 1913 fondò l'avanguardia artistica chiamata suprematismo. Il suo percorso si snoda attraverso l’esplorazione e pratica dei principali stili delle avanguardie europee del ‘900 (impressionismo, espressionismo, cubismo); recuperando la tradizione delle icone russe e non dimenticando il suo forte legame col mondo rurale e contadino approda all’astrattismo geometrico. Nella seconda parte della sua vita ritornerà alla figura, mescolando gli elementi appresi nel suo percorso eterogeneo.
STILE E PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Espressionismo - Colori accesi e irreali - Plasticità delle forme - Lavoro sul significante: in questa fase l’arte è mimetica rispetto al visibile.
Suprematismo (1 fase) - Astrattismo geometrico - Supremazia della sensibilità pura: al centro della ricerca vi è l’essenza delle cose, l’essenza della pittura - Lavoro sul significato: l’arte sfonda i limiti del visibile.
Suprematismo (2 fase) - Sviluppo di elementi geometrici nello spazio del quadro - Ricerca del movimento - Utilizzo dei colori puri - Ancora lavoro sul significato.
Figurativismo minimale - Ritorno al figurativo - Recupero di elementi del cubismo - Forme semplici e colori puri (nella fattispecie, colori primari).
OPERE DA RIPRODURRE IN ELABORATI TATTILI
“Autoritratto”, 1908, Olio, cm 73 x 66
“Quadrato nero”, 1915, Olio, cm 80 x 80
“Suprematist composition”, 1916, Olio, cm 78 x 98
“Testa di donna”, 1930, Olio, cm 33 x 48
SIGNIFICATO DELL’OPERA E CONTESTO
Autoritratto:
L’autore esalta, esasperandolo, il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente, raffigurandosi con drammaticità attraverso la violenza cromatica e la deformazione caricaturale. Mantiene un’attenzione ai volumi delle masse degli elementi rappresentati (volto, corpi e paesaggio).
Quadrato nero:
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L’autore approfondisce lo spazio sacro del quadro, che mantiene un’energia di forme geometriche dure e spigolose e l’uso di colori piatti e primari. Sono colori freddi e duri, ma non rimandano a sentimenti. Durezza e freddezza sono qualità che il colore può assumere solo se viene continuamente appiattito.
L’autore combina vari elementi raccolti nel suo percorso di ricerca: ritorno alla figura, al mondo contadino, nella composizione che richiama le icone russe, ma con una forma più cubista che realista. I colori sono ancora ancora duri ma lievemente più caldi. La figura è appiattita, priva di volumetria, mentre il volto è assolutamente anonimo. La composizione è costruita su quello che si potrebbe chiamare un vocabolario geometrico. Il risultato è quello di sentirsi di fronte a un manichino.
GLI ELABORATI TATTILI
Quali significati sono stati restituiti: la resa emotiva e la percezione interiore delle forme volumetriche attraverso il rilievo e la delimitazione delle forme stesse; l’uso del colore espressionista, attraverso una traduzione dello stesso in sensazioni tattili legate alla temperatura e spazialità del colore; l’idea del soggetto rappresentato.
Quali materiali sono stati scelti per lo scopo: la scelta dei materiali è stata guidata dall’esigenza di restituire un doppio piano di significante e significato. Da un lato, la lettura delle forme attraverso una diversità di materiali: morbidi e sagomati per rappresentare gli elementi del quadro (tessuto per la giacca, tessuto più soffice per capelli e sopracciglia); dall’altro il contenuto, ovvero il senso dell’opera: la carica espressivo-emotiva del pittore resa attraverso l’utilizzo di gomma pane per il volto, materiale che è sia morbido e caldo al tatto, nonché modellabile per rendere il rilievo e le forme caricaturali tipiche della poetica espressionista. Lo spazio compositivo del secondo piano è denso di forme quasi liquide e in movimento, sono corpi (resi con silicone da cuffie per la piscina) che si immergono in un fiume restituito attraverso la plastica di sacchetti per l’immondizia, e in primo piano si impone il mezzo busto del pittore in posizione centrale e stabile. Il sentimento globale di questa opera è data da un’alternanza tra materiali morbidi e caldi, un’opera che colpisce il tatto dello spettatore per i suoi tratti espressionistici.
Legenda materiali: - tessuti per vestiti, capelli e sopracciglia; - gomma pane per il volto; - sughero per corpi in primo piano; -silicone per altri corpi dietro; - busta dell’immondizia per l’acqua.
Quali significati sono stati restituiti: supremazia della sensibilità pura; la dimensione spirituale che oltrepassa il visibile; trascendenza dell’oggetività, della forma, del definito, del definibile.
Quali materiali sono stati scelti per lo scopo: la scelta di un materiale elastico e deformabile come la calza in nylon permette di rappresentare il tentativo di restituire quel senso di indefinibile e inafferrabile tipico della fase dell’astrattismo. Affondare la mano nella calza che rappresenta il quadrato nero intende dare l’illusione di trovarsi alla soglia tra ciò che è e ciò che può essere: si attraversa il piano del quadro per suggerire il passaggio verso un piano spirituale.
Legenda materiali: calza nera in nylon; polistirolo.
Quali significati sono stati restituiti: l’essenzialità geometrica della composizione; la ricerca di una sintesi tra l’astrattismo più radicale e la fredda e dura rappresentazione delle forme nella loro oggettività.
Quali materiali sono stati scelti per lo scopo: da una parte materiali freddi e piatti come pezzi di plastica dura e spigolosi che vogliono riproporre il senso della piattezza volumetrica della seconda fase del suprematismo; dall’altra materiali più flessibili, come la spugna e la calza in nylon che restituiscono sensazioni più indefinite, tipiche della fase dell’astrattismo. La ricerca di sintesi tra la fase artistica precedente e quella successiva, è data inoltre dalla scelta di uno stesso materiale predominante nella composizione precedente: la calza in nylon. Questa scelta permette di rendere chiaro al tatto il percorso dell’artista fatto di continui rimandi a ciò che è già stato sperimentato e che necessita di essere ancora esperito prima di approdare a nuove visioni. Il sentimento globale di questa composizione è data da un’alternanza tra durezza e plasticità, in un gioco tattile che suscita in primo luogo smarrimento, ma che si ricompone presto in una lettura razionale e spietatamente oggettiva.
Legenda materiali: - spugna e calza in nylon per le forme geometriche che rimandano a sensazioni meno definite, più evanescenti; - pezzi di plastica rigidi e freddi che rimandano a sensazioni più “dure”, impattanti, fastidiose.
Quali significati sono stati restituiti: ritorno alla figura che richiama fortemente le icone russe. Si cerca di abbandonare quell’astrattismo radicale così dominante nel periodo precedente per abbracciare un volto più riconoscibile anche se anonimo e distante, alterato nelle proporzioni, immerso in uno spazio che appare senza profondità.
Quali materiali sono stati scelti per lo scopo: I materiali sono principalmente freddi e piatti come la plastica liscia e scivolosa in grado di restituire un distaccato anonimato, una sensazione d’ inafferrabilità, maggiormente accentuato dalla figura appiattita e priva di volumetria. Tale scelta del materiale s’inserisce in un percorso di continuità con il periodo precedente, dove era predominante l’assenza di volumetria. Per il contorno della figura abbiamo optato per una spugna ruvida, in contrasto con la plastica liscia del corpo e il volto latteo e levigato restituito dall’uso della carta da forno. I capelli sono irti e definiti, la barba pungente e fortemente in contrasto con il volto. I colori sono ancora duri ma lievemente più caldi rispetto al periodo precedente, primari. Il risultato che abbiamo tentato di raggiungere è di sentire la freddezza del volto, l’impassibilità, un manichino privo di anima.
Legenda materiali: - plastica fredda e liscia che rimanda a sensazioni dure e fredde per il busto e il naso e la bocca; - spugna ruvida e pungente al tatto a contrasto con il corpo per lo sfondo; - carta da forno, lattea, levigata ma fredda e anonima per il volto; - pezzi di plastica rigida e ispida per capelli e barba ottenuti con setole della scopa e strappi; - cartoncino in rilievo per gli occhi.








E' stupendo!!!!! Bravissimi
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